MESSICO

dal Chiapas allo Yucatan

Misteriosi villaggi indigeni che conservano costumi, credenze e tradizioni introvabili in altri paesi. Antiche città Maya immerse nella giungla. Immersioni nei cenotes, tanto mare e tanto sole. MEXICO !!!!!
Il tour inizia in Chiapas. In alcuni villaggi la macchina fotografica è letteralmente bandita; una delle credenze degli Indios è che apparendo in fotografia si perde l’anima. Il villaggio di San Juan Chamula – non molto distante da San Cristobal de las Casas – è famoso per le pratiche religiose, uniche nel loro genere.

Le strade e le piazze del villaggio sono in terra battuta. Al centro del paese si trova la chiesa principale. Entrare è un’esperienza impagabile. Sul pavimento, cosparso di aghi di pino, sono accese in ordine sparso, centinaia di candele. L’odore dell’incenso e’ penetrante. All’interno si celebrano riti sia pagani sia religiosi.
Piu’ decentrato, accanto alle rovine di una vecchia chiesa distrutta da un incendio, si trova il cimitero. Le croci sono di tre colori: nere per chi è morto in età avanzata, bianche per i più giovani e blu per tutti gli altri. Nella piazza principale troneggia un monumento mostruoso che raffigura una lattina di Coca Cola. In pratica e’ una lattina alta circa 10 metri e larga 4, tutta rossa con la tipica scritta bianca svolazzante.
Dinnanzi alla nostra espressione esterefatta Miguel – la nostra guida – spiega che la Coca Cola riveste un ruolo primario nelle tradizionali cerimonie di questo popolo, in quanto viene utilizzata dai “curadores” (o meglio sarebbe chiamarli “stregoni”) per curare gli ammalati. La persona ammalata viene portata in chiesa e lì le viene fatto bere un sorso della famosissima bibita. In base alla potenza del rutto, successivamente generato dal malcapitato, viene diagnosticata la gravità della malattia. Grazie al rutto vengono altresì espulsi dal corpo gli spiriti maligni …. Non osiamo commentare .. ma abbiamo scritto in fronte un bel “ma questi qua sono fuori di melone !”
Una volta diagnosticata la malattia, iniziano i rituali relativi alla cura. L’ammalato viene fatto sdraiare per terra con intorno tutte le candele accese e sul suo corpo vengono rotte e poi spalmate uova di gallina. Galline vive vengono agitate sopra al corpo del paziente. A volte gli sfortunati pennuti (sempre che non siano già morti di paura e crepacuore per i fatti loro ….) vengono uccisi e poi strofinati sul corpo dell’ammalato affinché ne assorbano la malattia. Non sono riuscita a capire se poi i gallinacei, alla fine di tutti i cerimoniali, finiscono arrosto oppure no… Miguel non mi ha risposto
La cosa straordinaria è che questi Indios – che discendono dagli antichi Maya – si dichiarano cattolici, ma è evidente che, nel corso dei secoli, il cattolicesimo è stato infarcito con ancestrali riti magici e credenze pagane che hanno di fatto generato un nuovo culto. All’interno della chiesa vi sono anche molte statue di Santi ma, dopo un controllo piu’ attento, scopriamo che, curiosamente, a tutte le statue sono state amputate le braccia. Miguel, serissimo, spiega che si tratta di una punizione. Prima le statue si trovavano nell’altra chiesa (quella bruciata vicino al cimitero). Poiché in occasione dell’incendio le suddette statue hanno manifestatamente dimostrato la loro disattenzione e inettitudine ( eh già … non hanno dato l’allarme ….) lasciando bruciare la chiesa … ebbene …. sono state punite ! Superfluo dissertare sulla condizione della donna da queste parti …. basti dire che l’uomo ha la facolta’ di ripudiare la moglie allorche’ il sesso del nascituro è diverso da quello che lui si aspetta. Ma il fatto eclatante è che il marito puo’ tranquillamente dichiarare se desiderava un maschio o una femmina dopo aver visto il nascituro !
Tra l’altro la poligamia è abituale e le donne portano in dote, oltre a capi di bestiame e pelli conciate, un congruo numero di …. lattine di Coca Cola !

L’esplorazione degli altipiani del Chiapas si conclude con l’antica citta’ di Palenque, una delle meraviglie del Messico, posizionata in mezzo alla giungla.
La visita del sito richiede buone gambe (possibilmente lunghe .. coscia molto lunga ….. ) e tanto fiato.

I gradini delle piramidi sono alti e stretti e se vuoi arrivare in cima di fatica ne devi fare parecchia. Il risultato è che mentre io (coscia purtroppo molto corta) arranco scompostamente verso le vette delle piramidi, Claudio, seduto all’ombra, ovviamente alle base delle stesse, contratta il prezzo di un completo casacca/pantalone bianco. E’ il classico abito dei peones messicani. Il cappello da gringo già se l’era comperato a San Juan Chamula.
Prevedo tempi bui al nostro rientro in Italia ….

Le immersioni di fronte a Playa del Carmen sono piacevoli, anche se non eccezionali. Molto belle invece le immersioni a Cozumel, dove troviamo splendide formazioni coralline, tantissimo pesce e una visibilità favolosa.

Ma l’emozione più grande dal punto di vista subacqueo sono i cenotes. In Messico si trova il più grande sistema di grotte sommerse del mondo. Partiamo da Playa del Carmen a bordo di una jeep, attraversiamo un tratto di giungla e arriviamo al cenote Dos Ojos, dal quale si accede alle grotte di Nohoh Nah Chich. La caverne calcaree sono ricche di stalagtiti e stalagmiti; la luce in alcuni tratti filtra, in altri no e il buio è quasi totale. C’è comunque un cavo guida e l’acqua è limpidissima tanto da dare la sensazione che non ci sia affatto. Naturalmente non ci sono pesci.

Sono immersioni strane, in ambienti dove, tradizionalmente, solo gli speleosub sono di casa. Ma qui in Messico è possibile provare questa emozione grazie alla vasta scelta di grotte e caverne che presentano diversi gradi di difficoltà, in base alla preparazione dei subacquei.

Tutti i viaggi insegnano qualche cosa; adesso, nell’armadietto dei medicinali a bordo del Crater Lake, c’è anche una lattina di Coca Cola … per le galline, invece … dobbiamo ancora attrezzarci !