MALAPASCUA

Quando per caso abbiamo letto per la prima volta in Internet il nome di quest’isoletta ‘Malapascua’ siamo rimasti perplessi e ci siamo chiesti dove diavolo fosse.
Poi, giorno dopo giorno (o meglio, notte dopo notte) navigando a destra e a sinistra sempre piщ increduli e meravigliati per quello che leggevamo e per le immagini che comparivano sullo schermo, abbiamo chiarito il mistero.
Malapascua и il regno degli squali volpe (tresher sharks), la barriera corallina è intatta, il turismo di massa non e’ ancora arrivato e, forse, non arriverа mai.
Curioso nome Malapascua; significa ‘Bad Christmas’. Furono gli spagnoli nel 1500 a battezzare cosм questa piccola isola. Le loro navi arrivarono all’alba di un giorno di Natale e approdarono mentre infuriava un terribile uragano. Da qui il nome.

Sono le 5.00, и buio e il villaggio и ancora addormentato.
In lontananza sentiamo i rumori tipici del diving, il tintinnio delle bombole che stanno trasportando sulla ‘banka‘ ormeggiata un pò al largo e le voci dei divemasters che scherzano tra di loro.
C’и bassa marea e per salire a bordo dovremo utilizzare la lancetta di appoggio.
Il nostro bungalow ‘first row‘ ha una splendida terrazza in legno a due passi dal mare. Flavia prepara il caffè, Claudio sonnecchia sul divanetto, Michele ed io sbucciamo gli ultimi due mango e le banane.
La piccola caffettiera elettrica sta facendo egregiamente il suo dovere. E’ sempre parte integrante del nostro bagaglio quando viaggiamo in Paesi Lontani. Michele и elettrico. Questa storia di fare un’immersione all’alba con gli squali volpe lo ha sprofondato in uno stato di trance estatico e continua a ripete frasi un po’ sconnesse tipo ‘mamma mia, ma ci pensate ?‘ oppure ‘io che vado a vedere gli quali … ma quando mai ??!!

Al diving sono pronti, ci traghettano a bordo dove Tata ha giа montato le nostre attrezzature; ride, come sempre, e ci offre il caffè. Partiamo e durante la navigazione Tata fa il briefing e spiega le abitudini di questi squali, animali notturni che vivono in profonditа.
A circa 25 metri ci sono tre ‘stazioni di pulizia‘.
Gli squali arrivano all’alba, si fanno toelettare e poi con la stessa rapiditа con cui sono arrivati se ne vanno e tornano negli abissi.

Saltiamo in acqua e dopo un breve percorso arriviamo alla prima stazione. Aspettiamo per un po’…niente. Tata ci fa cenno di seguirlo e ci dirigiamo alla seconda stazione. Vediamo in distanza le bolle di altri sub. Sono immobili, forse ci siamo! Ci avviciniamo lentamente evitando il gruppetto di concorrenti ed eccoli…sono due, sono grossi e ci girano intorno. Restiamo appiattiti sul fondale corallino e arriva il terzo; e’ il piu’ grosso di tutti.
E’ maestoso, ci punta deciso come se volesse farsi ammirare poi, all’ultimo momento, con un colpo di coda ci mostra il ventre, fa ancora due giri e scompare.
Bellissimo! Seguiamo Tata che dirige verso l’ultima stazione e infine chiude l’immersione in prossimita’ dell’ancora.
Quando emergiamo il cielo e’ chiaro. Siamo felici, le risate e le battute con l’equipaggio si sprecano. Non avevamo mai visto gli squali volpe e, soprattutto, non immaginavamo che ci venissero cosi’ vicino.

Torniamo a terra, sono le 8.00, abbiamo giusto il tempo di passare dal bungalow, preparare la borsa per il full-day, fare colazione e tornare al diving.
Incomincia un’altra giornata di mare, di sole, di immersioni e di emozioni.