Chi sono costoro ?

E’ da un pò che volevo esprimere la mia curiosità, e un modesto parere, su una piccola cosa che però mi disturba molto.

La nostra TV di Stato, oltre a pubblicizzarsi e promuoversi sempre più assiduamente tramite Facebook e Twitter, aziende private a fini di lucro, imperversano  ormai da tempo nel presentarci quasi quotidianamente 2 personaggi che, a titolo diverso, ma con lo stesso fine (politico), sono immotivatamente innalzati al ruolo di oracoli. La cosa che incuriosisce maggiormente, e preoccupa, è che entrambi erano di massima sconosciuti ai più fino a poco tempo fa, e il loro presunto ruolo non è tale da portarli alla ribalta in maniera così pressante.

Mi riferisco a Andrea Riccardi e Michele Vietti.

Il primo, di nota comunione con l’apparato ecclesiastico, ci è stato imposto (e da noi pagato) da un governo tecnico mai votato, quale presunto Ministro di qualcosa che nessuno conosce nè capisce [cito: ministro senza portafoglio per la cooperazione internazionale e l’integrazione con competenze anche su famiglia, gioventù, politiche antidroga, servizio civile, adozioni internazionali e antidiscriminazione razziale]…alla faccia!…spero abbia uno staff di almeno 200 coaudiovanti.
Spesso, molto spesso, appare al fianco del Cardinale Bertone.

Il secondo, membro laico (!?) del CSM del quale è vice-presidente (solo perchè il presidente è il Capo dello Stato), si permette affermazioni quali “Inopportuno toghe in politica...” e poi ogni giorno è in TV a propinarci qualche bella ricetta (oops…suggerimento) di politica e società.
Forse dovremo trovare qualche altro lavoro ai Sociologi veri.
Curiosamente è membro dell’UDC, molto (troppo) vicina alla Chiesa e ai suoi esponenti mediatici (Bertone ).

Che forse il Vaticano voglia comprarsi la RAI ?

[pubblicato nel 2012]

Buffonate

Solo oggi, 19 Agosto 2012, dopo l’ennesima provocazione dai media (Assange), mi sono deciso a iniziare questa pagina dove intendo raccogliere fatti e notizie che a mio insindacabile giudizio sono delle vere ‘fesserie’ (per non usare altri termini più espliciti). La scaletta di presentazione è casuale, non temporale e di norma non commentata.

Attenzione bene: alcuni fatti li definisco ‘buffonate’ non perchè siano divertenti, anzi, molti sono veramente tragici, ma solo per come vengono presentati dai media, inesatti, incompleti o rivestiti da false motivazioni.

  • Assange e Wikileaks
  • La TAV
  • La guerra in Libia
  • Il caso Penati (ex Falk e Autostrade)
  • La guerra in Siria
  • Il Bunga Bunga
  • I Calcio Scomesse (multipli)
  • Lo Spread
  • Il caso ILVA
  • Il taglio delle auto blu
  • L’influenza A
  • L’eolico e il fotovoltaico
  • Il Beauty Contest
  • Il caso Emanuela Orlandi
  • La missione Curiosity su Marte
  • La ‘emergenza’ rifiuti a Napoli
  • I ‘grandi’ processi in corso spariti dai media
  • Il caso ALCOA Sulcis
  • I Gruppi Indipendenti in Parlamento
  • Le ‘riforme’ della scuola (multipli)
  • Le ‘riforme’ della Pubblica Amministrazione (multipli)
  • Le missioni ‘militari’ all’estero
  • La riforma della Legge Elettorale
  • Il decreto Anticorruzione
  • La riforma della Sanità
  • … e decine d’altre che mi torneranno in mente via via

[pubblicato nel 2012]


Aggiornamento 2019

Sono passati 7 anni da quando ho inserito questo ‘template’ con l’obiettivo di espandere i contentuti.
A parte altre motivazioni, mi sono reso conto che sarebbe una ‘mission impossible‘ considerando che il numero di buffonate cresce ad un ritmo impressionante impossibile da seguire.

Steve è morto, Jobs vive

Steve era l’uomo, con le suo fortune e le sue sfortune, con i suoi successi e con i sui flops, con i suoi amici e i suoi ‘quasi’ amici, con le sue glorie e con i suoi drammi, fino all’ultimo, grande.

Jobs vive come idea, col suo motto che resterà a lungo nel futuro, con l’esempio di caparbietà nell’affrontare i ‘grandi’, con il suo sogno visionario, ma ben realizzato, di accoppiare tecnologia e bellezza, funzionalità ed eleganza, esclusività e diffusione.

Thank you and keep up the good Jobs.

5 Ottobre 2011

Elogio di una persona comune

in memoria di Filippo Raciti

Non conoscevo Raciti, ne mai lo conoscerò più. Non so chi fosse, se una brava persona o una così così; dopo la morte tutti diventano santi. Una cosa credo però di saperla: non era un eroe. Di eroi ce ne sono stati pochi in passato e pochissimi ai nostri giorni. Era una persona normale: la migliore per la propria famiglia, la persona amata per la moglie, un caro amico per i propri amici, ma al di fuori della cerchia di conoscenti, nessun altro lo conosceva. Adesso è famoso, senza averlo cercato.
Ne abbiamo fatto un’eroe, come tanti altri recentemente, perchè è morto facendo il suo lavoro. Tanti purtroppo muoiono lavorando, in cantiere, sulle strade, nelle fabbriche, ma non sono eroi, solo disgraziati.
Cosa fa quindi di Raciti una persona diversa?
Era una persona che aveva scelto, o potuto, fare un certo mestiere. Perchè di mestiere si tratta; non credo alla vocazione e alla missione. Alla sera, al rientro a casa, tornava ad essere marito, padre, figlio come tanti altri, con tutti i piccoli e i grandi problemi di tutti. Ne abbiamo fatto un simbolo, e questo è sbagliato. E’ lo stesso ragionamento che fanno quei poveri deficenti che l’hanno ucciso. Quello che questi disgraziati dovrebbe pensare (se ne sono capaci, e con la loro sola testa) è quello che dovrebbere dire i media: era una persona che svolgeva un lavoro; forse pesante, a volte pericoloso (ma molti poliziotti si annoiano), sicuramente non gratificante, visto che spesso, molto spesso, i risultati di questo lavoro sono vanificati da cavilli e avvocati.
L’averlo ucciso non è una grande impresa; non hanno distrutto un simbolo, ma una persona.
Non hanno perso i Buoni, ma solo la sua famiglia.
Se i suoi assassini potessero, e volessero, riconoscere questo, riconoscere che il loro obiettivo era una persona come loro, forse, e ripeto forse, potremmo fare un passo avanti. I bastardi hanno applaudito mentre caricavano la Polizia: terribile. Ma anche applaudire ai funerali è per me terribile. Il dolore che provano in quei momenti i familiari è immenso, e non può essere mitigato dalla ‘solidarietà’ di sconosciuti. La solidarietà andrebbe forse dimostrata in tutti gli altri giorni, quando vediamo intorno a noi cose che non dovrebbero esistere ed essere tollerate (gli striscioni inneggianti all’odio e i muri ricoperti di infamie). Perchè non interveniamo prima, con coraggio civico, per dununciare queste situazioni?
E per finire: Catania non vergognarti. Non sei diversa da tante, forse tutte le altre città. Italiani vergognamoci! Politici vergognamoci! Ma già…adesso avete preso in mano la situazione ‘a muso duro’ e con ‘tolleranza zero’…siamo a posto.
Cari famigliari e amici di Raciti: non posso capire il vostro dolore, come non capisco quelli di chi perde un figlio, padre, marito. Capisco il dolore che ho provato io in situazioni simili; forse è di più, forse di meno, sicuramente è tanto. Non posso quindi esprimere quelli frasi troppo spesso vuote di condoglianze, solo augurarvi di trovare al più presto quella accettazione di un nuovo stato di vita.