Perchè ora voto Renzi

Non mi ritengo un voltagabbana e nemmeno un superficiale. Mi piace ragionare sulle notizie e le informazioni disponibili e trarre dell conclusioni, giuste o sbagliate che siano, ma, spero, poco condizionate da ‘esperti’, opinionisti e pubblicità.

Come detto e spiegato in un altro articolo ho votato a suo tempo per Berlusconi, e lo dico pubblicamente e senza rimpianti. Ritengo ancora oggi di aver fatto la scelta giusta in quel momento per la situazione politica (e soprattuto managerale) italiana di quegli anni.

Ora è cambiato tutto, senza essere cambiato nulla. L’impronta manageriale c’è stata nei primi mesi e gli effetti li ho notati. Il Governo diventò una squadra al lavoro, con uno sprone continuo e piuttosto efficace (penso al terremoto dell’Aquila). Poi sono subentrate tante altre vicende e tante speranze sono rimaste disattese.

La speranza fondamentale era che la presenza di un team di lavoro compatto e con tante idee (anche se non realizzate) servisse a dar tempo e motivazioni per la nascita di una compatta controparte di centro-sinistra in grado di offrire un’alternativa reale al centro-destra, con pari validità, ma con un orientamento verso il sociale proprio dell’ideologia di sinistra….non è successo,…anzi.

La sinistra ha tante colpe e poche scusanti; un gruppo eterogeo di personaggi anonimi e senza motivazioni, in perenne contrasto per ‘scalare’ il partito.
Governanti incapaci di coalizzare la gente; e tra questi ci sono tanti ‘compagni’ di Renzi.
Sono quelli con le maggiori responsabilità perchè hanno contribuito direttamente (vedi il buco di bilancio sotto Prodi e le svendite delle partecipate statali) e indirettamente, non cambiando le regole quando ne hanno avuto la possibilità (vedi il ‘conflitto di interessi’, la presenza militare italiana all’estero, contratti di lavoro a scadenza ma protetti e controllati…e tanto altro).
Ci sono poi aspetti esteriori che non hanno impatto sui risultati, ma che trovo estremamente ‘antipatici’ e che mi hanno allontanato da un certa idea di ‘sinistra’: qualcuno mi spiega perchè durante i governi Berlusconi, tutti i manager e i banchieri che si incontravano per strada a Milano avevano tutti ‘La Repubblica’ sotto braccio? Non mi risulta che sia un giornale filo-berlusconiano.
E perchè ancora oggi grandi manager alla ribalta (cito il solo Profumo – ex Unicredit) si fanno passare per pseudo-sinistroidi?
E insieme ai manager ci sono i capi di CGIL, attuale e passati, che non hanno proprio l’aspetto di chi è avanzato piano piano dalla officina al primo posto nel sindacato (vedere Epifani).
Insomma un quadro complessivo deprimente e che fa venir voglia di votare per qualcun’altro o nessuno.

Ora c’è Renzi….
Tralascio le caratteristiche esteriori (giovane, brillante, simpatico e grintoso) perchè possono portare totalmente fuori strada.

Quello che innazitutto mi ha colpito all’inizio è stata la terminologia usata: dalla ‘rottamazione’ dei politici ‘anziani’, che sono in Parlamento da tanti, troppi, anni per cui sono, chi più chi meno, responsabili dell’attuale situazione italiana, agli strumenti e ai termini legati all’innovazione tecnologica, sia per comunicare che per rendere più efficienti i meccanismi gi gestione statale.
La curiosità è stata sufficiente per spingermi a presenziare ad uno dei suoi incontri durante il Caravan Tour.
E’ indubbiamente capace di coinvolgere e attrarre consensi; si esprime in maniera diretta, ma non banale.
Leggendo le news che invia regolarmente ho trovato spesso e tanti punti di comunione; non tutti, e altri mancano, ma l’insieme c’è.
E’ anche uno che non si spaventa a fare affermazioni antipopolari, come quelle sulla correttezza dell’ampliamento dell’età pensionabile.
Mi sarebbe piaciuto sentire idee e proposte su una modifica radicale dell’impianto del Parlamento (es. la non ricandidabilità a tempo determinato per chi esce da partiti esistenti).
Spero ci sia la possibilità e il tempo per farlo.

Alla fine però, quello che realmente mi convinto a dargli fiducia, è lo spirito positivo sulla concreta possibilità di cambiare le cose, che si riassume nella frase, adottata anche da Obama (Renzi è venuto prima credo), che “il meglio deve ancora venire“, e “il futuro non è una minaccia, ma un’opportunità“.

Tanti auguri a lui, ma soprattutto a noi.

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