Perchè ho votato Berlusconi

[ripubblico qui uno scritto del Gennaio 2007, quando le cose sembravano andare male… ]

Spesso, molto spesso, me lo domando anch’io. Più che altro mi chiedo perchè ho votato!
Rispondo prima a quest’ultima domanda: non votare vuol dire rinunciare anche a quella piccola, molto piccola, possibilità di incidere sul futuro della società; vuol dire vanificare tutte le battaglie e i sacrifici da tanti fatti per arrivare a questa conquista democratica; vuol dire delegare (corretto) le scelte e le responsabilità a chiunque (errato), vuol dire contribuire alla spaccatura sempre più profonda tra Politica e resto della sopcietà.
Per cui voto, pur consapevole che comunque sia il risultato finale, del mio voto avrà scarsa importanza.
Sono negativo? bah… forse realista; la situazione attuale lo conferma. Sfiduciato? Di sicuro.
Quali sono gli scenari possibili?
Se il mio voto facesse parte della ‘grande maggioranza’ sarebbe uno dei tanti “grazie per la fiducia accordataci, ma ora scansati che abbiamo da fare, tanto se non sarai d’accordo ce ne sono tanti altri”.
Se il mio voto andasse alla ‘piccola minoranza’ sarebbe un “ma che vuoi tu…pussa via!”
Se il mio voto andasse alla ‘grande minoranza’ (caso attuale), allora si che mi arrabbierei veramente di brutto se la ‘piccola minoranza’ ignorasse totalmente il 49,x% del rimanente Paese… ovvero quello che sta succedendo, anche grazie all’assenza politica e decisionale della minoranza.
Stabilito che è meglio votare, come si sceglie il partito o coalizione (bella questa invenzione…ci sarebbe da scrivere un tema a sé).
La scelta può essere fatta:
1. per coinvincimento e condivisione del programma
2. per ideologia e passione
3. per il risultato della monetina lanciata in aria
4. per abitudine
5. per disperazione
6. per la ‘bellezza’ (carisma) del leader
7. per interesse pratico

Credo che le motivazioni di voto siano inversamente proporzionali all’ordine di presentazione (lo so, sono anche cinico!); a parte il vero e proprio voto ‘clientelare’ o ‘di scambio’, ho l’impresione che sia diffuso il ragionamento “cosa mi conviene di più come ritorno immediato?”.
I miei commenti alla lista:
1. qualsiasi programma ‘è bello a mamma sua’; quando si riesce a leggerlo (nessuno lo spiega veramente) è come le letterine che scrivevo da bambino ‘cosa vorrei fare da grande’. Sui risultati e le verifiche di attuazione, potrei rimandare a una domanda che pongo sul mio sito: “Chi conta i conti?”. Personalmente non sono mai riuscito a capire (per nessun governo) se alla fine c’è stato un miglioramento o peggioramento dei conti pubblici o, meglio, della qualità della vita; e, se ci sono stati, a scapito di chi o che cosa.
2. l’ideologia è finita quando hanno inventato i socialisti di sinistra e quelli di destra; la passione si è spenta con gli anni, per mancanza di ‘dialogo’, come nelle coppie per bene.
3. metodologia statisticamente neutra e poco impegnativa
4. come nelle ‘vecchie’ coppie che non hanno più nulla da dirsi
5. la capisco…la capisco bene….è il mio caso
6. certo Rutelli è messo molto meglio di Schifani, ma anche Fini è molto meglio di Prodi…di donne poi, non ne parliamo…
7. è una domanda che mi pongo spesso: ma tutti i tesserati dei vari partiti (quanti saranno, a proposito?) perché si sono iscritti? Credono veramente nel Partito, oppure serve avere una tessera?…magati più di una. I giornalisti, per esempio… Io la tessera ce l’ho, e poi spiegherò anche perché.

Venendo a me.
Sono di estrazione ‘sinistroide’ come molti della mia età; ho militato nei gruppuscoli tanto in moda a scuola nei primi anni ’70 (Lotta Continua, tanto per capirci, se qualcuno la ricorda). Successivamente ho sperimentato cosa significa essere sindacalista interno a un’azienda (ovvero, come prenderle da tutti). Per anni ho sperato che la sinistra potesse avere un ruolo concreto e innovativo nelle scelte italiane (ho perfino votato Craxi, come uomo del cambiamento!), senza arrivare a credere che un giorno potesse arrivare a governare (sigh). Ho dato fiducia ai Radicali, in riconoscimento delle battaglie sui diritti civili….insomma, ho fatto tante cazzate.
Ho assistito con piacere alla scomparsa (?) della Democrazia Cristiana, il blocco monolitico delle ‘non scelte’…e adesso assisto alla sua ‘resciuscitazione’ (mi sembra in tema).
La sinistra è andata al governo!….quale evento…quale opportunità per, finalmente, fare pulizia del marcio accumulato, per rinnovare i volti sulla scena, per impostare l’Italia come Paese forte protagonista in Europa e nel Mondo, staccandosi almeno un po’ dall’America e rafforzare un blocco decisionale europeo, per riaprire l’epoca di Mani Pulite, insomma…per tante cose che attendevo da sempre!…e invece…
E qui la delusione è stata forte: ma come, abbiamo aspettato (e in piccola parte combattuto) per 40 anni per cambiare il gioco, e adesso giochiamo come, se non peggio, di prima.
Poi sulla scena è apparso il Dott. Berlusconi: indubbiamente è stato uno sconvolgimento per tutto il vetusto scenario politico (una parentesi: ma perché tutti i politici di spicco (?) sono così vecchi? Li hanno ibernati per anni, poi vengono scongelati quando è il momento di servirli [vedere De Michelis]; certo che se per fare carriera all’interno del partito ci vogliono 40 anni, tutte le energie migliori se ne sono andate).
Berlusconi per me è stato una grande opportunità, senza entrare nel merito delle sue motivazioni all’ingresso in politica. Ho sperato che fosse un leader capace di portare nella politica un po’ delle metodologie decisionali della grande azienda, con sufficiente, forse troppo, ‘pelo sullo stomaco’ per fregarsene delle consuetudini e dei compromessi (lo so, la politica è l’arte del compromesso, ma a me questa storia non convince, mi sa tanto di scusa).
Ho creduto che, come competenze specifiche, avrebbe potuto perlomeno reimpostare l’economia nazionale in chiave di maggior efficienza e minori sprechi… non so se è successo, non mi sembra; forse il tempo è stato troppo poco, o forse è utopistico credere di poter guidare una nazione come si guida un’azienda.
Soprattutto ho creduto che la sinistra, di fronte al nuovo ‘mostro’ si sarebbe compattata, facendo pulizia di tante (tante) divisioni e contrapposizioni interne, imparando dagli errori altrui, mostrandoli agli italiani, pensando a cosa proporre in alternativa, spiegando i fatti e le motivazioni al cambiamento…e invece…e ancora…come prima, peggio di prima.
Ho creduto nel bipolarismo come metodo per contrapporre ‘in chiaro’ programmi e metodologie, senza le pastoie dei topolini (partitini) che condizionano l’elefante… risultato abbiamo 40+ liste, un po’ più ministri e sottosegretari (non so quanti) creati ad-hoc per soddisfare tutti, abbiamo scelte chiare ed inequivocabili (“la TAV non si farà mai”, “la TAV è un progetto approvato e deve realizzarsi”, “occorre riflettere, ne parliamo tra 5 anni”,…).
Certo qualcuno aveva decretato di fare il Ponte sullo Stretto, con una spesa pazzesca, ma serviva per creare lavoro. Forse, quasi di sicuro, era una cazzata (posso dirlo?). Forse, quasi di sicuro, sarebbe meglio pensare a un’opera altrettanto, se non più, costosa, altrettanto, se non più, di grande rilevanza economica, strutturale e strategica: un Acquedotto nazionale, dalle Alpi alle Madonie, per ridistribuire l’acqua dove serve, in vista e per conseguenza, dei grandi cambiamenti climatici.
Ebbene questo tipo di ragionamenti e impostazioni non li sento dall’attuale governo.
Ed è quello che mi piacebbe sentire; non le ‘polemiche’ (parola d’uso comune utilizzata in media 3 volte al giorno nei TG) perché uno ha detto ‘coglioni’, oppure che i crocifissi vanno tolti dalle scuole, oppure…
Insomma, dei problemi ‘concreti’, non quelli odierni, ma quelli di domani e dopodomani, non ne parlano mai ? Dove e come sarà la società italiana tra venti anni? La diffusione di nuovi e accessibili a tutti (bambini) mezzi di comunicazione (Internet, telefonini, videocamere incorporate) come trasformerà il ruolo dei genitori/educatori? Che opportunità o rischi per la criminalità?
Mi sono accorto che ho un po’ divagato sull’onda dell’indignazione (a proposito: visto che qui sono abbastanza libero di scrivere quello che penso, faccio i complimenti ad Andrea Pamparana per il suo programma radiofonico l’Indignato Speciale, uno dei pochi casi di attenzione giornalistica per quello che pensa la gente).
Tornando a me: ho votato Berlusconi per vedere dei cambiamenti, in una maniera o nell’altra.
Non ne ho visti.
Però ho una tessera di partito (avevo promesso di dirlo): per la prima volta in vita mia ho una tessera: L’Italia dei Valori.
Perché?
Perché non è ideologicamente compromettente (nonostante lo schieramento e nonostante Di Pietro sia stato messo nella posizione forse più scomoda) ma, soprattutto, per mantenere viva la fiammella scaturita ai tempi di Mani Pulite, la ‘grande speranza’ di un po’ di pulizia. Non è successo allora, ne sta succedendo ora, ma una ‘piccola speranza’ serve per continuare a definirsi una ‘persona che crede in qualcosa’.
Alla prossima occasione di voto (spero presto) ci saranno di sicuro dei cambiamenti: il ritorno della DC con Casini, Berlusconi nonno lascierà (forse) il campo, Prodi sarà ‘avvicendato’ da D’Alema, Bertinotti continuerà a masticare il toscano…
Magari al momento scriverò perché ho deciso di votare per….
Giacomo

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